


In Vetta all'Everest/2004
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> A Mario Merelli
un grande uomo (e alpinista)
Questa mattina la notizia del tragico incidente che ci ha portato via uno dei più conosciuti ed amati alpinisti bergamaschi ci ha lasciati senza fiato.
Proprio sulle sue montagne più care; quando i rischi corsi su tutti gli ottomila che ha tentato e raggiunto sono stati sicuramente ben maggiori. Ma così ha voluto il destino e la sua prestigiosa storia di uomo e di alpinista.
Per chi desidera conoscerlo meglio rimandiamo al sito http://www.mariomerelli.com/,
e soprattutto alla meravigliosa realizzazione di un ospedale, il Kalika Community Hospital, nel Dolpo, una provincia nel nord-ovest del Nepal, da lui fortemente voluto per le popolazioni locali che sentiva come sue.
Lo vogliamo ricordare con l'ultima, recente intervista che
ci ha rilasciato per ripercorrere con lui la splendida conquista dell'Everest del 2004 e il lavoro di squadra per posizionare il materiale scientifico che ha permesso di rifare ex novo le misurazioni della montagna pià alta del mondo.
"
Sono passati
sette anni e mi sembra
ancora ieri: una delle più
belle spedizioni della mia
carriera, frutto del lavoro
di un vero gruppo e anche
di un pizzico di fortuna che
in queste occasioni non
deve assolutamente mancare.
Se solo pensiamo a
quanto era accaduto il giorno prima, con gli
amici rientrati per le pessime condizioni, e
rivivo la splendida giornata di sole che ci ha
portato in vetta, quasi c'è da non crederci.
Noi stessi non pensavano proprio di partire
subito e tentare la vetta; invece il tempo
propizio ci ha indotti a prepararci (mangiare
per tempo, riposarsi il più possibile) e poi
… su, su sino alla vetta.
E dopo tanta fatica
eccoci ancora pronti ad una nuova impresa:
non avevamo ancora finito, infatti, perché ci
aspettava la fatidica "misurazione". Avevamo
fatto tante prove, anche a medie quote di altitudine;
ma lassù è tutta un'altra storia. Personalmente
non ricordavo letteralmente più
niente di tutto quello che avevamo provato a
fare: per fortuna dal campo base continuavano
ad arrivare preziosi suggerimenti e tante,
tante indicazioni. Ecco alla fine il secondo
prezioso risultato di quella meravigliosa giornata:
contribuire a raggiungere – come alpinisti
– un importante traguardo scientifico.
Essere non solo scalatori di montagne ma
collaboratori preziosi di uomini di scienza.
Una bella soddisfazioni di cui andrò sempre
fiero. Grandissimo e fondamentale il lavoro
di squadra: ognuno per la sua parte (un caro
ricordo allo scomparso amico Karl). Vedevamo
anche gente che arrivava là, con spedizioni
commerciali, per una foto e via; mentre noi
restavamo per compiere la nostra missione.
Una grande emozione quando abbiamo letto
il saluto al presidente Ciampi. Alla fine l'ordine
perentorio: scendete, scendete; tutto ok.
Finalmente verso il campo base. Non ne potevamo
veramente più!
È andata veramente
bene, anzi benissimo!"
(ottobre 2011 x MontagnaNews, special edition Everest)
Ciao Mario!
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