Egr. Direttore
Ho Letto la lettera della Si.ra Plati su CIB e Bilancio Azienda Consortile. Devo dire che risulta difficile capire come una perdita sia in realtà - cito testualmente - "un accantonamento di fondi". Le allego il bilancio dell'azienda redatto dal revisore dei conti in cui si evidenziano le perdite degli ultimi due anni di gestione.
Altro tema è se queste perdite vengono ripianate con fondi dei comuni (come previsto) o con fondi ed avanzi di gestioni precedenti; oppure, ancora, se chiedendo nuovi versamenti ai Comuni soci. La perdita si è generata nel corso dell'anno a causa della riduzione delle risorse trasferite all'Azienda da Stato e Regione, oppure per aumento di costi dei servizi, oppure, ancora, per differenze tra la previsione di spesa ed il suo consuntivo, a seguito dell'improvviso aumento di costi; e così via di seguito. Tutti validi motivi, ovviamente!
La differenza tra bilancio di previsione approvato e consuntivo approvato determina dei numeri precisi ed il conseguente risultato - indipendentemente da come si decide di ripianare le differenze negative - non incide sul fatto che si sia chiuso l’esercizio in perdita, né su come sia stato gestito un bilancio (nel cui merito non voglio entrare con questo mio intervento).
Le risorse accantonate ed il loro utilizzo, poi, sono ancora oggi tema di discussione nell'ambito dell’assemblea consortile. L'utilizzo di fondi che sono già all'interno dell'azienda non rappresenta una entrata nuova che riequilibra la spesa. Se così non fosse la corte dei conti non avrebbe chiesto a qualche Comune dell'Isola di giustificare i bilanci in perdita.
Evidenzio anche che quest'anno, ad agosto, ci è stato comunicato un ulteriore taglio dei trasferimenti per circa 168.000,00 €, cui si è cercato di far fronte mediante variazioni di spesa sul bilancio in corso, per portarlo a chiusura comunque in pareggio.
Tutti noi crediamo nel valore dell'azienda, nel rispetto delle regole, nella condivisione degli obbiettivi "sociali": Sindaci, CdA, dipendenti dell’azienda e comunali, professionisti ed amministratori, tutti noi mettiamo il meglio di noi stessi a servizio di questa idea, che non può essere patrimonio di un singolo o di una sola parte. Grazie
Riva Francesco Danilo
Presidente CdA Azienda Consortile
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NdR:
a nostra richiesta di precisazioni, il Presidente Riva chiarisce ulteriormente quanto segue:
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Il fatto è che due bilanci si sono chiusi in perdita (accettando e condividendo tutte le motivazioni e giustificazioni in merito). La scelta di ripianare a consuntivo con avanzi precedenti è legittima ma non cambia il risultato finale, così come precisato nel documento di bilancio del Revisore dei Conti. Se un bilancio ha chiuso in perdita e si decide di ripianare la perdita con fondi che sono stati accantonati, il risultato negativo ottenuto nella gestione però non cambia, poiché si è speso di più di quanto si aveva a disposizione.
Per ripianare, infatti, si sono usate risorse accantonate che non si era preventivato di usare . Non restano né buchi né debiti, ma si riduce il capitale accantonato dell’azienda di - 226.212,00 € nel 2009 e – 68.884,00 € nel 2010, indebolendone la solidità finanziaria.
Non vorrei addentrarmi oltre in disquisizioni tecniche, ma nel regime delle aziende partecipate dai comuni vige l'obbligo di chiudere in parità i bilanci sopratutto se l'azienda è un ente strumentale ai comuni (come nel nostro caso). I bilanci andavano gestiti quindi con opportuni interventi per non arrivare alla chiusura in perdita, come invece è purtroppo successo.
Riva Francesco Danilo
Presidente CdA Azienda Consortile