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> Comunità dell'Isola!
Assemblea del 23 settembre 2011
Chiudevamo così il nostro commento all'Assemblea del 2 maggio 2011:
"A che serve sprecare tempo e risorse economiche solo per parlare E NON DECIDERE MAI NULLA! Le potenzialità, invece, per un insieme di 21 Comuni, che dispongono di un Ente di coordinamento sovraccomunale come la CIB, sono immense. Occorre – come diciamo da tempo – la capacità politica e personale dei nostri primi cittadini di lasciar perdere ogni personalismo e fare delle scelte: gli argomenti che interessano ai nostri concittadini li conosciamo tutti e se ne è scritto ad ogni piè sospinto (servizi sociali, mobilità, formazione, enti sovraccomunali, ecc.) .
Ma quello cui tutti aspiriamo di più è che i nostri primi cittadini si decidano - una buona volta - a LAVORARE TUTTI INSIEME NELL’INTERESSE COMUNE. Motivi ed opportunità per farlo ce ne sono (l’Azienda Consortile ne è la dimostrazione più lampante).
I cittadini stanno aspettando segni precisi in questa direzione e lo faranno capire – ci auguriamo - ogni volta che si potranno esprimere con il proprio voto!"
Dopo l'Assemblea di ieri sera, 23 settembre,
dovremmo però ripeterci, parola per parola. E sì che il tema principale dell'incontro era "finalmente" di spessore:"Prospettive strategiche delle società a capitale pubblico presenti nell'Isola Bergamasca"!
L'obiettivo espressamente dichiarato dal Presidente in apertura "avviare un'azione comune tra tutti i Comuni della Comunità per compattare le iniziative volte a ridisegnare la mappa dei servizi sul territorio". Peccato che l'iniziativa parta solo quando i classici "buoi" sono già tutti o quasi scappati dalla stalla!
Line Servizi Srl/Unica Spa, già da febbraio e poi in luglio, hanno, infatti, raccolto in Assemblea le adesioni di numerosi Comuni Soci (molti anche membri della stessa Comunità): sono quindi passate alla costituzione di una nuova Società per la gestione dei rifiuti (GEICO) che raggrupperà numerose altre realtà della bergamasca e non solo. Obiettivo raggiungere una massa critica che dia quella capacità contrattuale ed economicità che le piccole società non sono oggi più in grado di assicurare ai propri soci.
E i Sindaci nell'Assemblea della Comunità dell'Isola?
Hanno discusso per quasi due ore del passato, dei blocchi dei CdA delle Società pubbliche, della prevaricazione degli Amministratori (eletti per altro da loro) sui Sindaci e così via. E, alla fine, ognuno è rimasto del proprio avviso: 'quella Società ha agito bene e quell'altra male; ormai abbiamo deciso e portato il tutto nei nostri Consigli Comunali, ecc., ecc.' (parole, parole, parole).
Ciliegina sulla torta la proposta finale del Presidente (passata a maggioranza) di costituire un tavolo (quanti falegnami nell'Isola!!!) di Sindaci e Presidenti delle società controllate per ...
beh, questo non l'abbiamo capito!
Se i Consigli Comunali hanno già deliberato ...
A meno che (ma non vogliamo fare dietrologia) sotto sotto non ci sia l'intento di una delle parti in causa "di tirare tutti verso una precisa direzione".
Sarà - a nostro avviso - una nuova perdita di tempo, anche perché - da febbraio ad oggi - si poteva e doveva come CIB fare molto ma molto di più. Il Presidente e il CdA sono infatti soci di Unica servizi e dopo la prima Assemblea di Febbraio si sarebbe dovuto immediatamente proporre una Assemblea CIB per "decidere" quello che ancora oggi invece non si è in grado (o non si vuole) decidere.
E' evidente, a nostro avviso, che i nostri Sindaci non hanno come priorità principale il "lavorare in comune con tutti gli altri Comuni dell'Isola"; per la maggioranza di loro è più importante guardare al proprio orticello e comportarsi di conseguenza.
A questo punto ci domandiamo: ma a che serve restare nella Comunità dell'Isola (alcuni sono rientrati da poco dopo anni di "aventino"). E' ora che i nostri Sindaci si assumano le proprie responsabilità: o si cambia lo statuto di questa "Agenzia Intercomunale per lo sviluppo" per affidarle compiti e capacità decisionali che OBBLIGHINO tutti ad adeguarsi o, se ognuno vuole continuare ad essere libero di fare come crede, allora si sciolga l'Agenzia e ...
Un'ultima annotazione, non di colore: abbiamo sentito diverse voci chiedere che i Sindaci "azzerino" i Consigli delle Società pubbliche per obbligarle poi a fondersi in unico ente. Sarebbe una prima dimostrazione di unità di intenti e di azioni. Ma anche su questo argomento le strade si sono immediatamente divise. Ancora ognuno per conto proprio al di là di tante belle dichiarazioni.
Peccato. Ancora un'occasione persa. Di questo passo, temiamo, non ce ne saranno più altre!
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